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E' un
ambiente basso ed angusto sottostante la stanza delle macine, al quale si
accede tramite una stretta scaletta esterna; ma al tempo stesso è un
palcoscenico dalla scenografia coinvolgente, ai limiti del surreale.
Protagonista in assoluto
è l’acqua, in veste di artista dalle plurime sfaccettature; ora autrice
di varie forme, grazie al movimento veloce della ruota, ora pittrice di
vari colori sotto la luce dei riflettori, ora protagonista di strane
magie, ora musicista di suoni e melodie, ora regista.
L’odore e la freschezza
dell’acqua fanno di questo posto un incanto artistico. E che dire
dell’arte scolpita sul tetto e sulle pareti nella rara bellezza di
stupendi stalattiti, sui quali l’acqua ha posto con autorevolezza la
propria firma, quasi a voler autenticare il tempo che passa.
Pittoresca la ruota a
palette, di ferro, spesso rivestita anch’essa di stalattiti e che si
impone a falciare l’acqua che scende e che scorre, inoltrandosi da qui,
mediante una nuova condotta, verso la parte più a sud della valle e
quindi verso altre terre e verso altri mulini.
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