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Che cosa c’entra un mulino ad acqua del settecento nel bel
mezzo del più esteso parco archeologico di Sicilia? Perché dedicare all’arte
dello sfilato quando su internet possiamo ormai comprare di tutto? L’isola
mostra finalmente quello che ha nascosto fino ad oggi. Parlando di siciliani,
non fraintendeteci! Ma è che da queste parti viene finalmente voglia di fare
turismo ritornando alle cose semplici, riportando alla luce tesori poco
conosciuti e una civiltà contadina, riposta un po’ per moda e un po’ per
necessità. A risvegliare le coscienze annebbiate da anni di miraggi industriali
sono i capitali europei. Vista da qui Bruxelles è più lontana di Tunisi.
Infatti, ci sono voluti molti anni prima di convincersi a toccare con mano le opportunità
dell’unione. Fino a poco tempo fa, Irlanda e Portogallo – tanto per citare due
esempi – accoglievano a braccia aperte i miliardi non spesi nell’angolo più a
sud del continente, per ignoranza e per negligenza. Eccezione a questa regola è
stato il Co.p.a.i., Consorzio Promozione Area Iblea. Fondato nel 1991 grazie ad
un insperato fra privati e istituzioni locali, Provincia Regionale di Ragusa in
testa, il Co.p.a.i. è oggi modello di riferimento nel campo del turismo rurale,
dell’agriturismo e della formazione professionale. Dopo aver distribuito,
nell’ambito del progetto “leader 1” per il sostegno delle zone rurali, il 79,5%
delle somme autorizzate all’interno del business plan, il consorzio si appressa
a bissare, anzi di più. Unico organismo italiano ad estendere la competenza
anche nel “leader 2”, il Co.p.a.i. ha avuto approvati progetti per sette
miliardi, destinati – come nel caso del mulino “Cavallo D’ Ispica – a lasciare
traccia sul territorio ibleo. Oltre a restituire la struttura ad un’antica
famiglia di mugnai, sono stati creati percorsi che accomunano la storia e la
cultura locali alla bellezza del paesaggio barocco. A Giarratana, uno dei
cinque comuni coinvolti, sta per essere realizzato un museo a cielo aperto. Si
tratta del recupero e della valorizzazione del quartiere storico, trasformato
così in un museo permanente,
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fruibile da turisti e visitatori che potranno
rivivere le scene della memoria in un borgo rurale, ammirando le previste
comparse vestite in rigoroso costume d’epoca. Sempre a Giarratana, con la
collaborazione del comune, nascerà un’iniziativa unica in Sicilia e sicuramente
in buona parte del meridione d’Italia: il museo interattivo, dove il visitatore
viene coinvolto nei cinque sensi percettivi e diventa protagonista di scene che
risvegliano l’immaginazione e stimolano le sensazioni. Si potranno ascoltare i
suoni tratti dal verso degli animali, i rumori propri della vita contadina,
canti e nenie popolari. Odori tipici inebrieranno l’olfatto del turista e il
gusto sarà soddisfatto dalla degustazione dei prodotti culinari. A pochi
chilometri Monterosso ospiterà la città albergo, progetto che consentirà il
recupero di interi edifici da adibire ad alloggi per turisti. Ma c’è di più,
perché a Monterosso è stata progettata la costruzione di un osservatorio
astronomico, accessibile non solamente al mondo scientifico, ma anche agli
appassionati e agli studenti, voce economica non indifferente nell’industria
turistica. Ancora più in là a Chiaramente Gulfi, è stato già inaugurato il museo
dello sfilato siciliano.
Viene rivalutata un’arte che fa
parte della cultura locale, ma non solo. L’istituzione di una scuola servirà a
formare le nuove sfilatrici. I tre comuni assieme, fanno poi parte del “Gran
sentiero ibleo”, percorso naturalistico che percorre i tre territori lungo
boschi attrezzati di servizi, percorribile attraverso un sentiero pedonale,
ciclabile ed equestre. Per capire la ventata di nuova mentalità facciamo
ricorso alle parole dell’amministratore delegato del Co.p.a.i., Corrado Monaca.
“le organizzazioni no-profit, con l’emergere dei nuovi bisogni sociali e con la
riduzione o il mancato adeguamento delle spese sociali, sono sempre più rivolte
alla e necessità del territorio, occupando di conseguenza nicchie sempre più
rilevanti della domanda sociale.
Il Co.p.a.i. si è posto
semplicemente in testa ai grandi processi di trasformazione in atto
nell’isola”. Monaca chiarisce subito l’aspetto economico legato ai contributi
europei. “Sappiamo bene che non è possibile pensare ad uno stato che interviene
con finanziamenti a pioggia. Questo significa che enti pubblici e imprenditori,
Attraverso la mediazione di organizzazioni come il Co.p.a.i., devono
collaborare per sapere interpretare le rigide norme che consentono di accedere
ai finanziamenti comunitari”. Un altro esempio del piccolo “miracolo” siciliano
è nei 13 km di Cava d’Ispica, il parco archeologico fra Modica ed Ispica. Anche
qui strutture multimediali computerizzate, abbinare al tradizionale servizio di
accompagnamento dei turisti, rappresentano la scommessa volta a far scoprire le
grotte e le tombe del neolitico, ricadenti in uno scenario molto simile a
quello dei canyons americani. Le escursioni possono essere effettuate a piedi,
in mountain bike e a cavallo, prestando attenzione a non disturbare più di
tanto gli archeologi al lavoro.
Intanto la macina del mulino
“Cavallo D’Ispica” si muove pensante per la poderosa spinta del fiume d’acqua.
Sotto lo sguardo dei primi mugnai sorpresi nella classica foto scattata con il
flash sulfureo di macchine d’epoca. Internet, se ci sei non battere colpi.
Almeno qui!
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